LACERTI DI PUBBLICISTICA PARABITANA: IL DONATORE
L’associazionismo, si sa, è sempre stato forte e sentito a Parabita; così lo spirito di accoglienza e l’altruismo dei parabitani, che oggi dà dei frutti meravigliosi ed a volte non tanto conosciuti all’esterno. C’è una Associazione culturale a Parabita, che opera da oltre trentacinque anni, che è l’ADOVOS. L’Adovos nasce ufficialmente nel 1971 e, come spiega Mario Cala su un numero de Il Donatore del novembre 1981 (“Dieci anni fa si muovevano i primi passi”), a determinare la nascita dell’associazione parabitana fu una disgrazia occorsa a Fiorentino Greco, al quale è stata poi intitolata la sezione parabitana. Per l’esattezza, a seguito di un drammatico incidente sul lavoro, il 13 agosto 1971, l’imprenditore Greco, titolare di una ditta di fuochi pirotecnici, perse la vita, nonostante la corsa disperata dei famigliari e degli amici che cercarono di far fronte alla ingente richiesta di sangue da parte dell’Ospedale “Di Summa” di Brindisi dove, nel reparto Grandi Ustionati, era stato ricoverato Fiorentino Greco. Dopo la sua morte, i figli, insieme agli amici Mario Cala e Giuseppe Cataldo, vollero aprire a Parabita una sezione di donatori del sangue in ricordo degli sforzi fatti per salvare, purtroppo invano, la vita del padre. Nel primo consiglio direttivo, del 1973, Presidente fu Giuseppe Greco, mentre vice-presidente Ortensio Seclì. Dal 1976, Presidente diventa Mario Cala con Ortensio Seclì come vice presidente. Il valore aggiunto dell’Adovos consiste nel fatto che essa è stata impegnata per molti anni in una fitta attività pubblicistica, oltre che nell’organizzazione di vari eventi, collegati alla donazione del sangue, tutti meritevoli e degni di nota. Il bollettino ufficiale dell’Adovos, che con un termine tecnico si potrebbe chiamare “house organ”, è Il Donatore. Il giornale, dopo una serie di numeri unici pubblicati nel corso degli anni, esce, con cadenza regolare, a partire dal 1988, con un paio di numeri 0, e poi dal 1989 al 1991. Nel 1992 viene pubblicato Minima Storica Parabitana, un libro che raccoglie l’esperienza di vent’anni di Adovos. Questa pubblicazione, come spiega il Direttore Roberto Vinci, nell’Introduzione, “contiene due storie parallele: da una parte quella di Parabita con notizie e appunti anche inediti; dall’altra quella della locale Adovos con un ricordo delle tappe più significative della sua attività caratterizzata da manifestazioni sociali e culturali e culminata nella nascita de Il Donatore, entrato ormai in tutte le case parabitane.”. In questa pubblicazione vengono ripresi molti contributi apparsi nei singoli numeri del giornale, come “Santu Latteri” di Ortensio Seclì, “Testimonianza sublime d’amore” di Mario Bracci, “ Chiedere o donare?” e “Salute e turnisi” di Ortensio Seclì, e i gustosissimi dialoghi di “Sebastianus et Cornelius” ad opera di Tano, che poi altri non è che lo stesso Mario Cala; ed anche articoli tratti da altre pubblicazioni, come “Bianchi paesi del Sud”, di Mario Cala, tratto da Espresso Sud n.3 del giugno 1981, oppure “Presenze umane nella zona di Parabita in epoca preistorica”, di Gianpiero Pisanello, tratto da Archeosalento, Parabita 1990, o lo storico articolo di Armando Parisi “Lo stemma di Parabita nella monetazione della repubblica romana”, tratto da La Voce della Coltura n.9-10, Parabita 1953, e “Il monolito della Madonna della Coltura”, di P.Carlo Viviani o.p, tratto da Il Santuario e l’Ordine dei Frati Predicatori, Parabita 1982, “Alcuni epigrammi in latino del poeta Antonino Lenio”, di Ettore Garzia, tratto da A Parabita due notti d’estate, Pro Loco Parabita 1980, così come vengono riproposti il famoso saggio di Mario Cala “Due amanti ed un curato”, tratto da A Parabita due notti d’estate, Pro Loco Parabita 1977, e “Minima risorgimentale parabitana”, di Vittorio Zacchino, tratto dall’edizione 1984-85 di A Parabita due notti d’estate, insieme a “Cultura e società nella Parabita cinquecentesca” di Aldo de Bernart. Come si può vedere, spesso e volentieri, si è anche intrecciata l’esperienza editoriale de Il Donatore con quella di altre notevoli iniziative, pietre miliari della pubblicistica parabitana, come la storica Voce della Coltura, bollettino di informazione del Santuario della Madonna della Coltura, la pubblicazione annuale della Pro Loco di Parabita, ArcheoSalento, rivista di archeologia e ricerca storica edita dalla Sezione Provinciale, e, nel biennio 1991-1993, al Donatore si è affiancata un’altra pubblicazione con cui vi era un forte interscambio, Paese Nuovo, patrocinata dall’Amministrazione Comunale ed edita dal Laboratorio di Aldo D’Antico. Nel 1975 l’Adovos, nel frattempo entrata nella FIDAS nazionale, si unisce ad alcune altre associazioni della provincia, quali Nardò, Matino, Casarano e Presicce, dando vita all’UPADOVOS. Ma è solo nel 1988 che, dopo lo scioglimento dell’Upadovos, l’Adovos parabitana aderisce ufficialmente alla FIDAS nazionale.
Dopo Mimino Stefanelli, nel 1984, Presidente dell’Adovos è Ortensio Seclì, con vicepresidente Mimino Stefanelli. Nel 1988, Presidente diviene Lucianna Leo, con vicepresidente Tommaso Cataldo. Dopo un certo numero di uscite del Donatore nel corso degli anni Novanta, nel 2001 viene pubblicato il secondo numero di Minima Storica Parabitana, in occasione del trentennale dell’Adovos. Molto significativo è l’articolo di Rita Mita, che si trova in apertura, “Adovos 1971-2001. Storia di un migliaio di persone”, in cui si ripercorre il lungo cammino compiuto dall’Associazione parabitana in questo trentennio, all’insegna del libero donarsi. Anche in questo secondo numero dell’opera compare una copertina di Mario Cala e vengono riproposti alcuni articoli come “Un violino, una chitarra ed un violone”, di Mario Cala, tratto da Il Donatore n.1 dell’aprile 1993 e “La fiera di San Sebastiano” di Ortensio Seclì, sempre da quel numero. Viene pubblicata la poesia di Rocco Cataldi “Lu donatore te sangu”, e ancora vengono riproposti l’articolo di Luciano Provenzano “Parabita nel web”, da Il Donatore n.1 giugno 2000, “Il Santuario della Coltura è stato elevato a basilica” di P.Renato D’Andrea, da A Matonna noscia, Comitato Festa Patronale, Parabita 2000, “Natale nel mondo” di Mario Cala che fa parte di una serie di contributi apparsi su Natale in pubblicazione a cura dell’Adovos, del Centro di Solidarietà “Madonna della Coltura” , della Confraternita di San Luigi e dall’Associazione “Italia nostra”, edita dal dicembre 1996 al dicembre1999; inoltre, l’articolo “Il ruolo culturale e sociale delle Associazioni” di Giuseppe Barone, tratto dal numero 1, giugno 2000 del Donatore, e numerosi articoli di carattere medico e più prettamente tecnico. Per quanto riguarda la vita associativa, nel 1992-93 Presidente del Consiglio Direttivo è Mimino Stefanelli e vice-presidente Raffaele Laterza; nel 1998, con il rinnovo del Consiglio Direttivo, subentra come Presidente Tommaso Cataldo, con vice presidente Rita Mita e nel collegio dei probiviri Mario Cala, Ortensio Seclì e Lucianna Leo. Nel 1994, per potere accedere ai finanziamenti stabiliti dalla legge, che prevedeva a questo fine un minimo di 1000 donazioni annue per associazione, l’Adovos parabitana, per raggiungere lo scopo, si unisce ad altre associazioni, come Casarano, Felline, Tricase, ecc., formando la MESSAPICA, come ancora è denominata l’Adovos parabitana. Con questa nuova formazione, l’associazione parabitana ha raggiunto importanti risultati come, per esempio, in occasione dell’anno giubilare 2000, l’organizzazione della importante Giornata del Donatore, che si è svolta a Leuca il 2 luglio 2000.
Inoltre, ricordiamo le pubblicazioni che sono state negli anni patrocinate dall’Adovos, a partire da Lu ggiutizziu ‘niversale di Rocco Cataldi (Parabita 1975) con Prefazione di Aldo D’Antico e poi, nel 1987, la ripubblicazione di Storria t’ ‘a Matonna t’ ‘a Cutura, (con Prefazione di P.Giuseppe Perrotta) sempre del grande poeta vernacolare Rocco Cataldi, con il quale l’Adovos ebbe un rapporto davvero speciale, come conferma la pubblicazione, dopo la sua morte, del bello e commovente volume Mirando al cuore (Parabita 2006), una raccolta di poesie del maestro Rocco, con il commento di Mario Bracci (stimato maestro elementare anch’egli da poco scomparso) e la Presentazione di Aldo D’Antico. Se a queste pubblicazioni, aggiungiamo i due numeri di Minima Storica Parabitana, possiamo dire che l’attività editoriale dell’Adovos è stata di tutto peso e notevole negli anni. L’augurio è che questi brevi lacerti di pubblicistica parabitana possano contribuire a rinnovare la memoria e ad alimentare la fiamma del libero associazionismo, della cultura e della ricerca storica che, a Parabita, grazie a queste pubblicazioni, continuano ad essere veicolati.
Pubblicato in “NuovAlba” dicembre 2007 e in “Di Parabita e di Parabitani”, Il Laboratorio Editore, Parabita 2008